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1 · La Terra prima di noi scienza e tecnica

Primi insetti

circa 400 milioni di anni fa Terre emerse

In breve

I fossili più antichi attribuiti agli insetti hanno circa 400 milioni di anni e vengono da Rhynie, in Scozia. Gli insetti sono parenti di ragni, granchi e millepiedi: tutti hanno zampe snodate e una corazza esterna. Il corpo di un insetto è diviso in capo, torace e addome, con sei zampe. Quando comparvero le ali, gli insetti poterono raggiungere rapidamente nuovi ambienti.

Perché è importante Gli insetti diventeranno il gruppo animale con il maggior numero di specie conosciute.

Fonte: Nature, 2004, «New light shed on the oldest insect»

Illustrazione: Primi insetti (Terre emerse)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Piccoli, numerosissimi, dappertutto

Guarda intorno a te: una mosca sul vetro, una formica per terra, una zanzara di sera. Gli insetti sono il gruppo di animali più numeroso del pianeta. Ne sono state descritte più di un milione di specie, più della metà di tutti gli esseri viventi conosciuti, e gli scienziati pensano che ce ne siano molte altre ancora da scoprire. Si trovano quasi ovunque: nei deserti, nelle foreste, nelle grotte, nelle città. Come sono cominciati?

Gli artropodi: animali con la corazza

Gli insetti appartengono a un grande gruppo, gli artropodi, che comprende anche ragni, scorpioni, granchi, gamberi e millepiedi. Hanno un tratto in comune: uno scheletro esterno, una specie di corazza fatta di una sostanza dura chiamata chitina, e zampe snodate, cioè divise in segmenti. Da qui deriva il nome, dal greco «zampe articolate». Per crescere devono cambiare la corazza, in un processo chiamato muta.

Un insetto vero ha il corpo diviso in tre parti: capo, torace e addome. Ha sei zampe attaccate al torace e, di solito, due antenne. Molti hanno anche le ali. I parenti più stretti degli insetti sono, secondo gli studi del DNA, i crostacei: le mosche e le formiche sono quindi, a modo loro, cugini dei gamberi.

Il fossile di Rhynie

Il fossile più antico attribuito (ma contestato) a un insetto viene da Rhynie, in Scozia, lo stesso luogo in cui si conservano le piante antichissime di cui abbiamo parlato nella scheda sulle prime piante. Nella selce di Rhynie, di circa 407 milioni di anni, fu raccolto nel 1919 il frammento di un animaletto, una testa con due mandibole, e nel 1928 fu chiamato Rhyniognatha hirsti. Nel 2004 due entomologi ne riesaminarono le mandibole: avevano una forma tipica degli insetti che volano, e per questo il fossile fu considerato l'insetto più antico del mondo.

Ma il fossile è piccolo e ne resta pochissimo. Nel 2017 due ricercatori tedeschi, Joachim e Carolin Haug, rianalizzarono i resti con strumenti più moderni e proposero che potesse non essere un insetto ma un miriapode, cioè un parente di centopiedi e millepiedi. La questione è ancora aperta. Per questo, oggi, quando si dice che gli insetti hanno circa 400 milioni di anni, bisogna aggiungere che la data è discussa.

Altri indizi vengono dal DNA. Confrontando i geni degli insetti di oggi e stimando la velocità con cui cambiano, nel 2014 un grande gruppo di ricercatori ha calcolato che gli insetti potrebbero essere nati circa 480 milioni di anni fa, nell'Ordoviciano. Gli esapodi (il gruppo a cui appartengono gli insetti) incontestati sono invece quelli di Rhynie, di circa 405 milioni di anni, come il piccolo collembolo Rhyniella; a Gilboa, nello stato di New York, ci sono cuticole di artropodi di circa 385 milioni di anni che forse comprendono antichi insetti, ma l'interpretazione è provvisoria.

L'invenzione delle ali

Gli insetti furono i primi animali a volare, e lo fecero molto prima degli uccelli, dei pipistrelli e dei pterosauri. I primi insetti alati sicuri compaiono nelle rocce di circa 325-330 milioni di anni fa, nel Carbonifero. Come siano nate le ali è uno dei grandi misteri della biologia. Una delle ipotesi dice che derivino da piccole appendici dei fianchi che servivano a planare o a regolare la temperatura, un'altra che derivino dalle branchie di antenati acquatici. Gli studi sui geni hanno dato argomenti a entrambe le idee.

Le ali permisero agli insetti di scappare dai predatori, di cercare cibo in luoghi lontani, di raggiungere piante e fiori. Furono un successo enorme. Nel Carbonifero alcuni insetti diventarono giganteschi: le libellule del gruppo di Meganeura avevano ali larghe fino a circa 70 centimetri, tra le più grandi mai avute da un insetto: come quelle di un piccolo rapace. Gli scienziati pensano che la grande quantità di ossigeno nell'aria di allora, e la mancanza di uccelli predatori, abbiano permesso a questi giganti di crescere.

Perché successe

Perché gli insetti uscirono dall'acqua? Le piante erano ormai arrivate sulla terraferma, e con le piante c'era cibo: foglie, spore, linfa, resti in decomposizione. Gli antenati degli insetti, piccoli animali acquatici o di zone umide, trovarono un ambiente ricco e senza concorrenti.

Lo scheletro esterno è stato un vantaggio. La corazza, ricoperta di sostanze cerose, impedisce di perdere acqua, cosa essenziale all'aria. Gli insetti respirano attraverso piccoli buchi sui lati del corpo, gli spiracoli, collegati a tubicini che portano l'aria in tutte le parti del corpo. Questo sistema funziona bene in animali piccoli e spiega, tra l'altro, perché gli insetti non diventano enormi.

Il piccolo formato fu un altro vantaggio: un insetto può vivere in un angolo di foglia, mangiare poco e riprodursi in fretta. Questo ha favorito l'evoluzione di migliaia di forme diverse.

Cosa cambiò

Gli insetti cambiarono gli ecosistemi della Terra. Quando, molto più tardi, nacquero i fiori, circa 130 milioni di anni fa secondo i fossili, api, farfalle e scarabei diventarono impollinatori, cioè portarono il polline da un fiore all'altro. Gran parte della frutta e della verdura che mangiamo dipende da loro. Gli insetti sono anche cibo per uccelli, pesci, rane e pipistrelli, e decompongono foglie e animali morti, riportando le sostanze nel terreno.

Per gli esseri umani gli insetti sono sia alleati sia nemici. Producono miele, cera e seta. Ma alcuni trasmettono malattie gravi, come la malaria, portata da certe zanzare, e altri distruggono i raccolti. La lotta con le zanzare e le cavallette ha accompagnato la storia delle civiltà.

Oggi molte specie di insetti sono in difficoltà a causa dei pesticidi, della perdita degli habitat e del cambiamento climatico. Alcuni studi in Europa hanno mostrato una forte diminuzione del peso totale degli insetti volanti in certe zone. Proteggerli vuol dire proteggere gli alimenti di cui viviamo.

Persone e luoghi chiave

Persone

Michael Engel e David Grimaldi
Entomologi americani che nel 2004 riesaminarono Rhyniognatha (descritto nel 1928) e lo considerarono il più antico insetto fossile conosciuto.
Joachim e Carolin Haug
Paleontologi tedeschi che nel 2017 proposero che Rhyniognatha potesse essere un miriapode e non un insetto.
William Mackie
Geologo scozzese che nel 1912 scoprì la selce di Rhynie, dove si conservano piante e animali di 407 milioni di anni.

Luoghi

Rhynie, Aberdeenshire (Scozia)
Villaggio vicino ad Aberdeen dove la selce conserva un intero ecosistema di 407 milioni di anni.
Gilboa, New York (Stati Uniti)
Luogo con resti di una foresta di 385 milioni di anni, dove si trovano frammenti di artropodi, forse anche di insetti molto antichi (ipotesi provvisoria).
Commentry, Francia
Giacimento del Carbonifero in cui furono trovati nell'Ottocento i fossili delle grandi libellule Meganeura.

Da sapere

  • Meganeura, con una apertura alare fino a circa 70 centimetri, non era una vera libellula, ma un parente stretto: apparteneva a un gruppo di insetti volanti oggi del tutto estinto.
  • Secondo una stima molto usata, sulla Terra vivono circa dieci miliardi di miliardi di insetti: più o meno 1,4 miliardi per ogni essere umano.
  • Gli insetti respirano senza polmoni: l'aria entra da piccoli fori del corpo e arriva alle cellule attraverso tubicini.
  • Le formiche vivono in società numerose e organizzate, con regine e operaie, da oltre 100 milioni di anni.
  • La parola «insetto» viene dal latino insectum, «tagliato», perché il corpo di questi animali sembra diviso in segmenti.

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